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Box Proto – Direct

Il Direct Printing (o DP) è una tecnica di rapid prototyping che permette la costruzione di particolari mediante l'addizzione selettiva del materiale che costituisce l'oggetto. Questa tecnica si suddivide in vari sottogruppi a seconda delle modalità utilizzate per legare il materiale (Sinterizzazione; Deposizione di filo; Laminazione). La cosa che hanno in comune tutte queste tecniche è che realizzano direttamente un modello del particolare stesso senza dover manipolare la geometria 3D. Infatti nel caso del Direct Printing il modello 3D puo' essere anche un file STL (un modello tassellato a triangoli). L'unica manipolazione che puo' essere necessaria è la scomposizioine di parti più grandi della macchina di costruzione in un numero idoneo di sottoparti che verranno poi incastrate e unite. Tutte le tecniche di Direct Printing producono modelli approssimati, definiti come 2,5D ovvero ottenuti dall'unione di una serie molto fitta di sezioni discrete (le sezioni possono variare in spessore da 50µm, per la gioielleria, a 0,2mm per la meccanica). Il tempo di realizzazione, quindi il costo, è direttamente proporzionale al numero di sezioni che occorre stampare per realizzare l'intero oggetto.

La SINTERIZZAZIONE è la tecnica tecnica di rapid prototyping che usa il materiale di costruzione in forma di polvere granulare e mediante sorgenti laser lega tra loro i granuli generando forme solide (ma non perfettamente compatte a causa di spazi residui tra i granelli che non vengono mai sciolti completamente). Per raggiungere la compattezza e garantire la tenuta idraulica i particolari realizzati con tale tecnica devono essere infiltrati o impregnati.

Disponiamo di:

  • Sinterizzatori plastici con campo di lavoro 330 x 330 x 600 mm (h) ideali per realizzare prototipi in plastica di buon dettaglio e molto economici .
  • Sinterizzatori plastici con campo di lavoro 700 x 580 x 380 mm (h) ideali per realizzare prototipi in plastica di elevata resistenza e di grandi dimensioni.

Grazie a specifiche strategie di assemblaggio ed incollaggio strutturale i nostri sinterizzati plastici non hanno veri limiti dimensionali. difatti oggetti di notevoli dimensioni possono essere scomposti in sotto-parti già provviste di giunzioni meccaniche (tipo coda di rondine) che vengono ri-assemblate con epossidici strutturali e rifinite con maglia di fibra di vetro al fine di garantire una resistenza superiore della zona di taglio che non viene ad essere un punto debole. Tali strategie permettono l'ottimizzazione dei tempi e dei costi oltre ad ottimizzare le deformazioni intrinseche nella lavorazione dei termoplastici.

Sinterizzatori metallici per oggetti di micromeccanica ideali per produrre oggetti complessi, con sottosquadri e cavità, direttamente in metallo. I materiali che si possono lavorare sono:

  • Alluminio;
  • Acciaio al carbonio;
  • Acciaio da stampi;
  • Acciaio inossidabile;
  • Titanio.

Il processo ha elevata definizione, settabile tra 0,02 0,04 e 0,05mm. I processi più risoluti producono oggetti quasi privi di segni evidenti di stratificazione e con un livello di finitura superficiale molto elevato. tuttavia l'elevato numero di passate necessarie a realizzare la quota massima del componente ne innalza molto il costo che spesso viene ottimizzato mettendo a compromesso la definizione.

A titolo di esempio si riportano alcune immagini della finitura tipica dei sinterizzati che evidenziano la grana legata alla polvere di partenza nonché alla definizione del “layer costruttivo”.

direct07-778fedc5b3direct08-f5c7180d27direct09-5e602ca458

PA Sinterizzato
Oggetto di 150x70x60mm

PA-AL Sinterizzato
Oggetto di D=35mm

Alluminio metallico sinterizzato
Oggetto di 100x70x16mm


NB: l’effetto visivo legato alla texture propria delle tecniche costruttive può portare a ritenere più gradevole l’effetto visivo riprodotto su oggetti ampi caratterizzati da superfici morbide con angoli superiori a 15° di tangenza. Oggetti molto piccoli o con angoli di tangenza tra 1 e 9° possono dare l’impressione di risoluzioni meno pregevoli (come visibile nella 1° foto).